Bestiario
Perdonatemi, ma stasera non vi parlerò di storie di uomini. Non troverei la necessaria ironia. Non riuscirei a non arrabbiarmi e metterla in caciara. Non riuscirei a sorridere, seppure amaramente. E a cercare di farvi sorridere.
Stasera vorrei parlarvi di storie di animali. E non tanto perche’ come molti banalizzano, lo dice persino mia sorella, le bestie sono meglio degli uomini. Nel mio infinito ottimismo, fino ad ora non lo penso. Anche se molto spesso i mie simili cercano in tutti i modi di farmi ricredere con atteggiamenti seriali che mi rafforzano nel mio amore per gli animali. Intanto gli animali e non le bestie. In senso di rispetto. E poi arrabbiarmi e non inquietarmi come mi hanno insegnato a scuola, sempre in segno di rispetto per gli animali. E gia’, la scuola, il maestro, ma anche mio padre, che quando mi vedevano con il broncio, mi chiedevano per scuotermi : che hai ti è morto il gatto?
Ecco proprio così mi è morto il gatto. O meglio abbiamo dovuto farlo sopprimere perché aveva una malattia grave ai reni. Non mangiava più era ridotto pelle e ossa. Ci hanno consigliato di evitarle ultimi sofferenze. Ed è terribile perché l’hanno addormentata, si chiamava Megghi, e poi l’iniezione letale. Di ha un bel dire che non è un essere umano, che è solo un gatto, come quando mi irridevano, mio papà e il mio maestro. Mi dispiace ma il dolore e’ lo stesso, la mancanza è la stessa, l’elaborazione del lutto sarà, lo credo fermamente, la stessa. Si soffre allo stesso modo quando si ha l’avventura di soffermarsi a fissare gli angoli dove andava a cacciarsi o la poltrona sulla quale si addormentava dopo essersi stiracchiato. Soffro a pensare che un tempo, quando era piccolina, ed io ero a letto, mi si accovacciava sulla testa e iniziava a fare le fusa prima di addormentarsi e di conciliarmi il sonno. Cose ordinarie. Storie di vita normale. Potrei raccontare mille e mille vicende di che hanno salvato il loro padrone, le stesse che ho letto tutti i ferragosto quando a San Rocco di Camogli premiavano i cani fantasia. Potrei raccontare della Ester, il buldogue francese di una mia cara amica, arrivata a casa dopo uno scambio ad un casello dell’autostrada. Soldi contro cane. Un cucciolo, strappato troppo presto alle attenzioni della mamma, che dopo qualche mese difficile e’ diventata una signorina dolcissima. Vorrei parlarvi ancora di Macchia, gatto di pelo rosso, con una certa personalità, adottato dopo una vacanza in montagna che ha fatto la felicità dei miei figli, e se ne è andato fra terribili sofferenze per aver leccato il diserbante che un vicino incauto aveva irrorato sulle piante selvatiche del sul terrazzo. Da lì e’ cominciato tutto. A ruota e’ arrivata Megghi, poi mia figlia ha voluto adottare una cagnetta abbandonata in autostrada in Sicilia. Cocotte doveva rimanere un po’ più alta di un jack rassel, e’ cresciuta. È diventata alta come un setter. Potrei raccontarvi la storia di un cane che alla morte del suo proprietario lo ha atteso per due mesi, poi si è lanciato dalla tromba delle scale. Ed è rimasto ucciso. Sembra una storia di noi umani che stabiliamo relazioni e soffriamo per la mancanza delle persone con cui abbiamo costruito una vita. Eppure io non so e non sono convinto che le bestie siano meglio degli uomini. Non capisco gli eccessi degli animalisti più accesi che hanno interpretato faziosamente le parole del pontefice che faceva distinzione fra la carità cristiana e il pietismo. Eppero’ ve lo assicuro certe mancanze fanno soffrire. Non è come quando il mio maestro per farmi passare il broncio mi chiedeva se mi era morto il gatto. Il gatto mi è morto per davvero. È la seconda volta e sono molto triste.
Max Turbatore


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